TRATTAMENTO CON ONDE D’URTO FOCALI

Eseguo privatamente la terapia ad onde d’urto focali presso lo studio Ri-AbilitySport a Como con un nuovo apparecchio Piezowave della Wolf. Un ciclo di terapia prevede generalmente 3 applicazioni con cadenza settimanale. Ogni applicazione dura pochi minuti e non richiede preperazione prima del trattamento o precauzione particolare dopo, né alcun tipo di anestesia.

 

MEDICO CHIRURGO

Heidi Ammermann

Cell +39 3396503988 (SMS o WhatsApp)
heidiammermann@hotmail.com

Cosa sono le onde d’urto focali?

Le onde d’urto focali sono onde acustiche (impulsi sonori) di breve durata e di elevata pressione in grado di produrre un’azione meccanica diretta sui tessuti in cui si propagano. Esse generano una forza meccanica diretta con l’obiettivo principale di trasferire energia sui tessuti corporei (ossa, tessuti molli, cute), per stimolarne i processi riparativi.

I tessuti, quando vengono attraversati dalle onde d’urto focalizzate, subiscono ripetute compressioni alterate a cavitazioni che innescano una serie di reazioni biochimiche e cellulari stimolanti con effetto terapeutico.

I sistemi ad onde d’urto extracorporee focali sono l’unica tecnologia medica in grado di generare impulsi meccanici precisi e non invasivi all’interno del corpo, con profondità di penetrazione variabili e selezionabili.

Come Funzionano?

Oltre a possedere proprietà di tipo antinfiammatorioantidolorifico e anti-edemigeno per tendini, legamenti e tessuti molli, le onde d’urto focalizzate presentano anche capacità di rigenerazione tissutale. In altri termini, le onde d’urto focalizzate producono una reazione dei tessuti coinvolti, come la neoangiogenesi (formazione di vasellini), che spesso conduce ad un netto miglioramento della patologia infiammatoria e/o degenerativa. Il trattamento con onde d’urto focali serve quindi a innescare un processo biologico di rigenerazione tissutale che si completa nel corso delle settimane successive.

L’opinione comune che l’obiettivo della terapia con onde d’urto sia frantumare che formazioni calcifiche peritendinee analogamente a quanto succede con i calcoli renali nellla litotrissia è errata.

A volte però si può assistere ad un riassorbimento graduale delle calcificazioni peritendinee successivamente all’attivazione di processi biologici locali provocati dalle onde d’urto focali. Una serie di pubblicazioni e studi scientifici ha dimostrato l’efficacia della terapia ESWT.

Ben tolleratenon invasiveripetibili e di grande efficacia clinica, le onde d’urto focalizzate, in taluni casi, si dimostrano essere anche un’alternativa all’intervento chirurgico, oppure una soluzione per la cura dei postumi di un trauma o di un intervento chirurgico stesso.

Inoltre possono agire in modo sinergico con altre terapie, o essere di potenziamento e accelerazione dei risultati attesi da un intervento chirurgico.

Per quali Patologie sono indicate?

Le onde d’urto focalizzate rappresentano una valida soluzione per molte patologie fisiatriche, sia acute sia croniche. In entrambi i casi, infatti, l’effetto antidolorifico, che a volte può essere anche immediato, si combina a una vera e propria azione curativa tissutale su tendini, legamenti e osso, che avviene gradualmente. In ambito fisiatrico, le onde d’urto focali vengono impiegate principalmente per trattare le seguenti patologie, sia in fase acuta che cronica:

Tendinopatie, che sono un insieme di patologie infiammatorie e degenerative del tendine. Comprendono

  1. le tendiniti, più coretto sarebbe il termine peritendiniti perché non è il tendine stesso che s’infiamma ma il peritenonio, che avvolge il tendine.
  2. le tendinosi, la degenerazione del tendine, ovvero l’alterazione progressiva della sua struttura che inizia con il rigonfiamento passando attraverso il  disordine strutturale progressivo  per arrivare allo
  3. Quando la patologia del tendine si trova sull’inserzione del tendine, al punto di unione con l’osso, più correttamente bisognerebbe parlare di entesopatia.

Le tendinopatie ed entesopatie possono colpire tutti i tendini, più frequentemente:

  • tendine della cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);
  • tendine quadricipitale e rotuleo del ginocchio (ginocchio del saltatore);
  • tendine del medio gluteo al livello dell’anca (trocantere)
  • tendine del tibiale anteriore, tibiale posteriore, tendini dei peronei a livello della gamba e caviglia.
  • tendine d’achille a livello della caviglia
  • epicondilite (gomito del tennista);
  • epitrocleite (gomito del golfista);

Fascite plantare: nome improprio per patologia dolorosa della fascia plantare alla sua inserzione sul calcagno, a cui si può associare o meno un osteofita (escrescenza ossea sul calcagno), detto sperone calcaneare o spina calcaneare.

Più recente e meno conosciuta è un’altra applicazione delle onde d’urto focali:

TPST Trigger Point Shockwave Therapy

I trigger point sono punti ispessiti e doloranti all’interno di un muscolo solitamente contratto. La terapia tramite onde d’urto focalizzate su trigger point (TPST) è un trattamento non invasivo molto efficace per il dolore cronico a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Le onde d’urto extracorporee focalizzate consentono sia una diagnosi precisa sia una terapia dei trigger point attivi e latenti.

Nell’immagine figurano le sedi più frequentemente trattate con le onde d’urto focali

Come si svolge la terapia con onde d’urto focali?

La terapia con onde d’urto focali dura pochi minuti, con la macchina che uso, la piezowave della Wolf, di solito da 2-4 minuti.  Il trattamento è ambulatoriale, non prevede preperazione prima del trattamento o precauzione particolare dopo, né alcun tipo di anestesia. La persona da trattare  viene fatto sdraiare o sedere sul lettino ambulatoriale.  Il manipolo che serve per la trasmissione dell’onda d’urto, provvisto di cuscinetto di silicone morbido, viene appoggiato sulla cute con interposizione di un gel inerte. Per tutta la durata della terapia il medico sta di fianco al paziente per controllare l’erogazione delle onde e eventualmente modificare il livello di energia emessa, anche in funzione della sensibilità del paziente, dato che la terapia può provocare un modico dolore.

Generalmente, un ciclo di terapia prevede 3 applicazioni con cadenza settimanale. Al termine del ciclo terapeutico è buona norma attendere qualche settimana per valutare i risultati ottenuti. Se l’effetto di tre sedute risultasse insufficiente si possono effettuare altre 3 sedute. Spesso è indicato interporre un lasso di tempo di qualche settimana tra un ciclo di trattamento e quello successivo per poter valutare bene l’efficacia del primo ciclo. Altre volte si prosegue diretamentema.  Non recando danno ai tessuti, non esiste un limite di tempo o numero di sedute. Secondo la mia esperienza non è utile superare i tre cicli in tre mesi.

Trattandosi di terapia non invasiva, non vi sono effetti collaterali rilevanti. Tuttavia, dopo applicazione di alte energie, potrebbero verificarsi:

  • piccoli ematomi, petecchie ed ecchimosi superficiali e di breve durata, rari.
  • lieve riacutizzazione temporanea della sintomatologia dolorosa, fenomeno che non deve essere interpretato come un evento avverso o negativo, ma al contrario come una eventuale risposta positiva alla stimolazione meccanica sui tessuti.

Spesso è indicato associare la fisiokinesiterapia al trattamento con onde d’urto, specie se il movimento dell’articolazione è limitato, se il dolore ha provocato compensi, per esempio nella deambulazione, o se la postura e il carico incidono sulla tendinopatia.

E’ meglio fare precedere una visita fisiatrica al trattamento con le onde d’urto focali perché lo specialista, oltre ad applicare le terapie, nella visita può valutare le cause che hanno portato alla tendinopatia. In questo modo lo specialista può proporre terapie integrative  come per esempio la fisioterapia, proporre modificazioni dello stile di vita, ausili plantari, tutori, integratori etc per una prevenzione secondaria.

Eventuali controindicazioni o rischi

Il trattamento con onde d’urto focalizzate è una metodica efficace, sicura e non invasiva, che si svolge in ambito ambulatoriale e viene eseguita, da un medico con specifica competenza in materia.

Le controindicazioni che ne sconsigliano l’utilizzo sono le seguenti:

  • quando il campo focale si trova in una zona in cui sono presenti patologie tumorali
  • quando il campo focale è vicino a cartilagini ancora in fase di accrescimento (pazienti non ancora adulti)
  • quando la persona da trattare  poerta un pacemaker o altro tipi di elettrostimolatore;
  • quando la persona da trattare soffre di epilessia
  • quando la persona da trattare presenta malattie o alterazioni della coagulazione del sangue anche per assunzione di farmaci come Coumadin o Sintrom
  • quando la persona da trattare è in stato di gravidanza.