Area fisiatria

Riequilibrare funzioni e abilità mettendo al centro la persona.

La perdita di abilità può dipendere da un dolore, un trauma, una malattia acuta, cronica o progressiva. Ogni difficoltà richiede un approccio polivalente specifico. Secondo il tipo di patologia l’obiettivo può essere una ripresa funzionale completa con un ripristino dell’equilibrio pregresso, una ripresa parziale con la ricerca di un nuovo equilibrio anche attraverso compensi, oppure un contenimento della progressione del danno e della disabilità.

Durante la visita fisiatrica, dopo aver posto la diagnosi e valutato il potenziale, concordo con il paziente un progetto riabilitativo individuale che successivamente viene attuato dal fisioterapista e da altre figure cliniche.

Chi ha bisogno del fisiatra?
  • chi soffre di dolore osteoarticolare o neurogeno, acuto o cronico
  • chi ha perso una funzione motoria, per esempio per trauma, per malattia
  • chi soffre di regressione funzionale motoria, per una patologia cronica, per una patologia progressiva o per problemi legati all’invecchiamento
  • chi soffre di problemi di postura o di deambulazione
  • chi ha un deficit o non ha sviluppato una competenza, per esempio per un problema congenito o perinatale
Il mio approccio
Valuto la persona nel suo insieme, prendendo in considerazione:

  • il disturbo del paziente
  • la sua storia
  • eventuali altri problemi di salute
  • le abitudini alimentari
  • l’attività fisica e sportiva
  • le abitudini e problematiche sul posto di lavoro
  • la postura
  • gli obiettivi e le aspettative del paziente

Gli accertamenti (per esempio radiografia, risonanza magnetica nucleare, ecografia, esami del sangue etc) mi aiutano nella diagnosi che mi indirizza verso le terapie idonee. Oltre a prescrivere terapie specifiche, spesso offro raccomandazioni rispetto alle abitudini di vita e cerco di fornire al paziente strumenti per mantenere nel tempo il miglioramento ottenuto. Spesso il paziente stesso può diventare protagonista del suo benessere. Le competenze da psicoterapeuta mi aiutano a completare la visione d’insieme del paziente integrando il punto di vista psicologico.

Mi occupo delle seguenti patologie:

PATOLOGIE ORTOPEDICHE

  • artrosi, una patologia comune degenerativa delle articolazioni che provoca più frequentemente lombalgia (mal di schiena), dorsalgia, cervicalgia, gonalgia (dolore al ginocchio), coxalgia (dolore all’anca), algie spalle, algie alle mani e ai piedi, secondo la parte del corpo colpita.
  • postumi di traumi dell’apparato osteo-articolare, per esempio da incidente stradale, frequente il trauma distorsivo del rachide cervicale (“colpo di frusta”); trauma sportivo, per esempio la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio; traumi da caduta accidentale, frequenti nell’anziano, per esempio la frattura di femore; traumi in genere con fratture, lesioni tendinee, lesioni muscolari; traumi contusivi e distorsivi; tutti i postumi di trauma che portano ad un deficit  funzionale.
  • postumi di interventi chirurgici ortopedici di elezione (non effettuati per trauma), più frequentemente per artrosi, come per esempio artroprotesi di anca, di ginocchio, di spalla e le eventuali complicazioni.
  • malpostura, scoliosi, morbo di Scheuermann, squilibri posturali funzionali o strutturati che possono provocare rachialgie (dolori alla schiena), ma anche dolori in altri distretti, per esempio all’anca, al ginocchio. La malpostura è responsabile di numerose patologie dolorose.
  • tendinopatie ed entesopatie (entesi = parte del muscolo o tendine che si inserisce sull’osso) acute e croniche, p.es della cuffia dei rotatori (una volta detta impropriamente “periartrite della spalla”), fascite plantare (“spina calcaneare”), tendinopatia achillea, tendinopatia medioglutea (“trocanterite)”, tendinopatia di De Quervain (del pollice), dito a scatto, epicondilite del gomito. Si tratta di patologie infiammatorie o degenerative.
  • capsulite adesiva della spalla (“spalla congelata”), patologia non rara che colpisce la capsula articolare della spalla con dolore importante e riduzione dell’escursione articolare.
  • osteoporosi, patologia di rarefazione ossea che può portare a fratture come per esempio i cedimenti vertebrali o la frattura del femore.
  • patologie ortopediche dell’età evolutiva: torcicollo miogeno, sindrome pronatoria dei piedi (“piede piatto”), scoliosi, ipercifosi dorsale, sindrome di Osgood-Schlatter (con dolore al  ginocchio).

PATOLOGIE NEUROLOGICHE

  • postumi di ictus cerebri come emiparesi o emiplegia con o senza deficit cognitivi, compreso la sindrome locked-in.
  • postumi di coma da trauma cranico o anossia cerebrale, patologia complessa che spesso si manifesta con tetraparesi o emiparesi, deficit cognitivi e problematiche psicologiche di varie gravità, compreso lo stato di risposta minima e lo stato vegetativo. 
  • Paralisi cerebrale infantile, patologia neurologica complessa da anossia cerebrale perinatal.e
  • Ernia discale lombare con compressione radicolare che si presenta come sciatalgia o cruralgia con o senza deficit di forza o sensibilità.
  • Lesioni nervose radicolari o periferiche da trauma, infiammatorie, iatrogene o altro.
  • Morbo di Parkinson  e altre malattie neurologiche progressive.
  • postumi neurochirurgici con deficit neurologici.

ALTRE PATOLOGIE

  • difficoltà della deambulazione, causata da diverse patologie, ortopediche o neurologiche o altre.
  • sindrome post-caduta,  tipica dell’età avanzata.
  • Postumi da allettamento, da immobilità, dopo interventi chirurgici  ortopedici o non ortopedici, malattie prolungate, specie nell’anziano.
  • Dolori di diversa origine, acuti o cronici, per es. la fibromialgia,
  • vertigine, p.es. da cervicartrosi
Obiettivi dell'intervento riabilitativo
  • Risoluzione o miglioramento del dolore.
  • Recupero di una competenza o un insieme di competenze che, per ragioni patologiche, sono andate perdute.
  • Per le malattie cronico-degenerative: rallentamento della regressione di competenze o funzioni cercando di modificare la storia naturale riducendone i fattori di rischio e dominandone la progressione ove possibile. Presa in carico dei danni secondari, contenimento del dolore.
  • Reperire formule facilitanti alternative, attivazione di compensi ove la funzione non può del tutto essere ripristinata.
  • Coinvolgere il paziente nel proprio benessere attraverso un lavoro educativo.
  • A volte si rende necessaria la prescrizione di un ausilio come un deambulatore, dei plantari, un busto, un tutore.
Mente e Corpo

Spesso le patologie che sembrano puramente motorie presentano una componente psicologica in quanto movimento e psiche sono strettamente collegati. Basta pensare per esempio come cambia la nostra postura o il tipo di cammino in una giornata allegra rispetto ad una cupa, oppure sappiamo tutti come può aumentare la contrattura muscolare della zona cervicale durante un periodo di stress.

Il dolore ha una forte componente psicologica. È composto da memoria di dolore, dolore attuale e paura di dolore e quindi è fortemente influenzato dalle emozioni. Quando cronico, tende ad indurre deflessione del tono di umore.

La perdita di una funzione ha sempre un impatto psicologico perché interferisce con l’immagine che abbiano di noi stessi. Questo impatto è particolarmente importante per le invalidità gravi e/o permanenti.

Molte patologie di pertinenza fisiatrica suscitano paura, p.es le patologie progressive, ma anche patologie poco gravi ma momentaneamente molto dolorose invalidanti, come per esempio le tendinopatie acute di spalla. Molte persone reagiscono con rabbia e/o deflessione del tono di umore ad una invalidità, anche transitoria.